Diario da Mumbai 27-29.02.08
(29.02.08 16.15 ca) allora...si parte con questo diario...fin troppo dettagliate, temo, per il lettore medio, questo resoconto delle mie prime ore indiane...ma non durera’, gia’ lo so...comunque, coraggio a chi avra’ il coraggio di affrontare la lettura...e’ che si sono affollati anche vecchi ricordi e riflessioni...be’, comunque, “tant’e’...!”...
i commenti saranno ben accetti...
...e spero di riuscire a fare di meglio nei mesi a venire...
ah! Comunque ho tipo cercato di dare dei titoli, per magari facilitare la lettura...
giorno 2 – 28.02.08 (credo da verso le 20...fino alle 24 ca!)
...allora...vediamo un po'...visto che sono qui da un giorno e mezzo e non ho ancora scritto quasi niente a parte qualche e-mail, c'è molto da scrivere...cominciamo dall'inizio (visto che ho questa deformazione della successione temporale...)
PRIMA DELLA PARTENZA E VIAGGIO
...questa volta ho fatto decisamente più lagne prima della partenza...
calcolo le mie partenze a lungo termine e questa mi risulta essere la sesta...in circa otto anni e mezzo...di cui cinque scarsi passati all'estero...(senza contare brighton, ovviamente i tre/quattro mesi passati a brindisi con msf e l'ultima parenesi senegalese e le altre minipartenze)
e adesso sto considerando che per gabon e mozambico dovevo essere decisamente al settimo cielo...anche per l'erasmus dovevo essere felice...per tutte e tre ho poi sofferto molto il ritorno...le due volte che sono partita per londra non saprei dire quando stavo peggio! (ma la seconda almeno sono stata bene e mi è dispiaciuto troppo rientrare e poi non poterci tornare come desideravo...)
stavolta bo...forse mi pesa il fatto che mi sembra di lasciarmi tanto di importante dietro...e allo stesso tempo so che sono felice di questo...significa che sto bene...meglio, forse, di tutte le altre partenze...(anche se stavo bene e superfelice anche prima di gabon e mozambico...ma forse stavo bene proprio grazie al fatto che stavo per partire...!)
comunque, ho fatto un po' di lagne...ma in macchina sono già rassegnata...il saluto alla famiglia doloroso...dopo di che di nuovo rassegnata...aspetto tranquillamente il mio aereo girovagando in aeroporto...gli ultimi messaggi e telefonate sono farafinici...sono della farafamigghia...sono delle mie compagne di danza e di vita del gruppo di danza senegalese che frequento da un po' ormai (per chi si fosse perso questo pezzo della mia vita romana)...londra, girovago ancora...il mio posto sull'aereo per mumbai è praticamente in fondo...io finestrino anche se riuscirò a vedere davvero poco causa notte-sonno-nuvole (all'altezza di karachi il paesaggio era davvero inusuale (per me almeno)...sembrava tutto brullo, a volte collinare, con insediamenti abitativi peculiari...non so...e come sempre, in questi casi, mi chiedo come deve essere la vita laggiù, come debbano essere quei posti attraversati via terra...). compagna di viaggio, sul corridoio, una giovane inglese veterana del subcontinente (già stata in sri lanka e india del nord). stavolta la aspetta l'india del sud. parliamo un po'. mi chiede se non sia super emozionata...ed emotional...lei lo è...io non so davvero come mi sento, figurarsi provare a spiegarlo in inglese che mi pare una vita che non lo parlo...fortuna che il posto tra noi è vuoto...l'economica sembra assurdamente scomoda dopo aver attraversato la classe 'poltrone-che-si-trasformano-in-letti' e la classe 'superpoltrone'...e mi sa che ce n'era ancora un altra di classe più comoda...o forse no...bo...
cerco di guardare due films contemporaneamente, grosso errore...poi vorrei guardare un cartoon...ma mi addormento prima che inizi e mi sveglio che era abbondantemente iniziato...insomma, non capisco niente neanche del cartoon...e dormo poco e male...
GIORNO 1 – 27.02.08
DALL’AEREO
Penetrate le nuvole e prima di toccare il suolo riesco a vedere una citta’ di grandi e moderni palazzi...intervallati da sorta di casupole tutte attaccate, dai tetti che sembrano di lamiera sotto quella che sembra una patina di polvere rossastra. I muri sembrerebbero essere di mattoni intonacati...alcuni a colori vivaci...sembra che queste abitazioni si insinuino ad occupare preziosi spazi vuoti in qualche modo tralasciati all’interno del tessuto urbano...
35 GRADI ALL’ATTERRAGGIO...
all'atterraggio il monitor segnala 35 gradi all'esterno...
la mia compagna di viaggio ha una grossa borsa come bagaglio a mano...ma ci sono cose per amici e soprattutto non ha bagaglio imbarcato...la stimo troppo! e finalmente so il suo nome al controllo passaporti (da quando in senegal tutti ti chiedono il nome, mi sembra assurdo non chiedere il nome di una persona come prima cosa appena inizio a parlarci...ma comunque non riesco a farlo...)...lei dice che normalmente quando si incontra una persona in india poi si incontra di nuovo...lei passerà tre mesi al sud, in questo periodo io dovrei rimanere al nord, mi sembra difficile che ci rincontreremo...ci incontriamo dopo qualche minuto in bagno...e dopo un po' al 'bancomat'...ma allora è vero che ci si rincontra?!?!??
prossima missione: pre-paid taxi.
mi avvio verso l'uscita...l'aeroporto non è grande. o meglio, usciti dall'aereo mi sembrava non si arrivasse mai al controllo passaporti, in realtà...forse perché temevo quel confronto...ma la ragazza era molto rassicurante...le ho sorriso...lei non ha fatto nessuna domanda...non è ovvio dove sia la restituzione bagagli: ci sono due tabelloni elettronici, su uno una lista di voli con restituzione a destra, sull'altro altra lista con restituzione a sinistra...il mio non c'è...intanto vado in bagno...ancora niente, chiedo, mi avvio...il mio zaino è già sul tapis rulant...e l'incelofanatura gialla super costosa aperta da una parte e la corrispondente parte di zaino lisa...quasi rotta...devo incazzarmi subito?! mi avvio verso l'uscita, pochi metri dopo il famoso bancomat che credevo non volesse funzionare e invece voleva la carta infilata e subito ritirata per chiedermi finalmente il codice segreto...ma che ne so io se non lo dice!...insomma, all'uscita ci sono un po' di persone ad aspettare...nessuno per me...vado oltre, alla conquista del mezzo per lasciare l'aeroporto...
PRE-PAID TAXI...L'AVVENTURA INIZIA...
taxi pre-pagati, dicevo. è facile, trovo subito lo sportello. non è neanche necessario uscire dall'aeroporto, anche se hanno anche un provvidenziale sportello che da sull'esterno...mi chiedono se voglio un taxi normale o con aria condizionata. normale dico io. 190 R per il Kalina Campus della University of Mumbai, Santa Cruz, e mi rilasciano una ricevuta!...non mi sembra vero! mi indica il numero del taxi e – molto genericamente – dove posso trovarlo...esco...ci sono taxi dappertutto...ops...e ora?!...faccio per tornare indietro verso l'ufficio per chiedere meglio...sembra tutto tranquillo ed è pieno giorno, stavolta (ancora fresco il ricordo dell'arrivo notturno a dakar...)...ma in fondo non so bene cosa aspettarmi...un tassista si offre di aiutarmi e allunga la mano verso la ricevuta...io non la mollo e gli dico il numero del taxi e lui mi indica la direzione...ci sono dei simpatici taxi gialli e neri decisamente retrò, dalle linee abbombate...spero che il mio sia uno di quelli...un altro tassista, stavolta un grosso sikh in turbante e baffi fa per afferrarmi la ricevuta...di nuovo, forse rudemente, non mollo e ripeto il numero...mi indica la direzione...ecco, vedo il mio taxi giallo e nero e bombato!...salgo, finalmente mollo la ricevuta al tassista...che mi scompare non so dove...!...torna, mi restituisce la ricevuta...sul momento non la riconosco...temo sia una nuova ricevuta da pagare e, chiedendo spiegazioni, apro la porta e faccio per scendere...il tipo deve aver pensato che fossi pazza...poi ho riconosciuto la ricevuta, mi sono tranquillizzata, siamo partiti...all'uscita dall'aeroporto mi ha indicato di mostrarla a una sorta di polizia, che in realtà non ci ha calcolati molto...provo ad attaccare discorso con il tassista, cominciando dal caldo...ma niente...mi sa che non parla inglese...quanto a me, non ho provato nemmeno a rinfrescare il mio scarsissimo hindi...
ED ECCOMI QUI SUL MIO TAXI ABBOMBATO PER LE VIE DI MUMBAI!!!! che vento soffocantemente caldo mi viene in faccia...!...ci vorrà circa una mezz'oretta nel traffico per arrivare al campus...la strada è larga e non riesco a guardarmi molto intorno oltre le auto...nel senso che un po' è difficile vedere oltre, un po' il traffico è talmente affascinante in sé da conquistare tutta la mia curiosa attenzione...già mentre esco dall'aeroporto sono attratta da quelli che credo siano auto-rickshow...una sorta di mini apette, con il guidatore che manovra una sorta di manubrio e un (o due?!) pedale e dietro al suo sedilino c'è un sedile lungo – diciamo chiuso anche ai lati - dove credo di aver visto fino a quattro donne (minute) sedute...non vedo l'ora di prenderlo!...poi mi colpisce che molti stanno guidando scalzi...poi ci supera un camion riccamente e arzigogolatamente dipinto (mi ricorda vagamente quelli senegalesi...)...e anche il guidatore del camion guida scalzo!...poi ci supera un rickshow il cui guidatore tiene una gamba incrociata sotto l'altra...poi un altro...e un altro ancora nella stessa posizione!...mi viene da pensare a quando si va al mare e c'è lo stress di portare scarpe e ciabatte perché se ti beccano a guidare in ciabatte sono guai...
...un rickshow ha un mazzetto di peperoncini in via di essiccazione attaccato dietro...mi chiedo se abbia un significato...a un certo punto il tassista si anima! c'è qualcuno che conosce nel taxi che ci supera...si salutano...il tassista sputa dal liquido rosso dal finestrino...mi fa impressione e mi chiedo se non sia malato...ma poi sputa ancora...poi facciamo per accostare in una sorta di piazzola per taxi. l'amico scende dall'altro taxi e mentre si avvicina sputa di rosso anche lui – ma che è...?!... - e sale sul nostro. ...ah-ah!...sta masticando qualcosa!...qualcosa che deve far aumentare la salivazione e tingere di rosso, mi dico!...dovrò scoprire cos'è...questa cosa mi fa pensare al senegal...e mi chiedo se il tassista avrebbe fatto lo stesso se stesse trasportando un indiano, se almeno avrebbe dato qualche spiegazione...ma i nuovo mi dico che magari un tassista romano farebbe lo stesso se stesse trasportando dei turisti...noto anche che la macchina ha il cambio al volante...forte!...chissà di che anni sono queste auto!?...comunque la strada, affollatissima di taxi, auto-rickshows, qualche camion è percorsa anche da auto a finestrini sigillati (segno di modernità e aria condizionata...)...e soprattutto mi colpiscono i tiratori di sorta di rimorchi variamente carichi che è possibile intravedere ogni tanto quando la strada si allarga...le donne mi sembrano tutte variopintamente abbigliate...
bo...a poco più di 24h da quel tragitto in taxi già mi sembra di non ricordare più niente di quello che ho visto...
ah!...le costruzioni lungo la strada!...costruzioni a due piani massimo...forse sono del tipo che si vedevano dall’aereo...i muri di alcune hanno i mattoni a vista, altri sono intonacati...traboccano di merci e di persone...cosi’ simili, in qualche modo, alla strada che dall’aereoporto porta a maputo...tante insegne malmesse di compagnie telefoniche...ma almeno non campeggia la coca cola come a maputo!
L'ARRIVO AL CAMPUS
e finalmente si arriva al campus! chiedono info all'entrata e mi portano fino alla porta della guest house! il tassista si assicura che ci sia qualcuno, suona il campanello per me e mi consegna all'uomo che lavora lì, solo allora si riavvia verso il taxi. la mia stanza non è ancora pronta, c'è un po' da aspettare. mi registro e mi metto a leggere il giornale del giorno. mi dico che è un abitudine che dovrei prendere, seriamente! poi il signore mi dice, credo, che dato che la stanza con il bagno in camera ha momentaneamente il bagno, per l'appunto, fuori uso, per il momento posso sistemarmi in un'altra stanza. ci sono due letti, gli chiedo se potrebbe arrivare qualcuno con cui debba dividere la stanza. mi dice che se dovesse succedere mi avviserà...sempre per lo stesso discorso che quando uno arriva in un posto nuovo non sa cosa aspettarsi, dopo una doccia metto nello zaino tutto ciò che di valore ho e mi avvio verso l'esterno del campus dove il signore mi ha detto potrò trovare internet e telefoni. il campus è over popolato di cani...
noto subito anche dei CONSTRUCTION WORKERS (i soggetti della mia ricerca, lavoratori nel settore delle costruzioni...settore vasto...dalle molteplici possibilità di impiego...forse dovrei cominciare dal categorizzarli...), mi colpiscono le DONNE IN ABITI MOLTO COLORATI CHE NON MI SEMBRANO ESSERE NE' SARI NE' PIGIAMI...TRASPORTANO TERRA SULLA TESTA DENTRO DELLE SORTA DI BASSI PANIERI. gli uomini riempiono i panieri a un'estremità e scaricano la terra all'altra.
mezz'ora di internet per le prime e-mails di rassicurazione e poi una telefonata veloce a casa. rientro nel campus e mi metto alla ricerca della facoltà di economia...non è ovvio...non è sui cartelli con le indicazioni...provo a chiedere...niente...ma dev'essere a massimo 5 minuti dalla mia guest house da quello che mi ha scritto R...torno all'ingresso...il tipo mi dice un nome in...maharati (?!)...deve vedermi perplessa...me lo scrive sul mio foglietto e mi indica il cammino...devo chiedere ancora un paio di volte, ma trovo l'edificio...all'ingresso un tabellone in brutte condizioni dice che la FACOLTA' DI ECONOMIA è al terzo piano dell'ala nonmiricordocome (per fortuna ci sono solo due ali!)...chiedo ancora info, mi indicano e mi dicono che c'è un ascensore per salire...entro, faccio un corridoio, nell'atrio accanto all'ascensore c'è un cane che mangia da una busta della spazzatura...non so esattamente quando il campus ha cominciato a ricordarmi terribilmente quello dell'università di maputo...terribilmente!...questo è solo più verde...ma le strutture!...questi palazzi non del tutto chiusi, con larghe entrate, ampi passaggi che penetrano e areano gli edifici fondendoli con lo spazio circostante...i foratini che sembrano micro finestrelle...non so...mi viene voglia di scrivere al mio amico che mi portò alla eduardo mondlane...devo farlo!...ora mentre scrivo mi è venuto anche un flash dell'università del pernabuco...neanche questa mi ricordo benissimo, cavolo! ma decisamente non era un'università decadente, anzi! palpitante vita (forse anche perché c'era il forum sociale brasiliano?!) immersa in prati verdi rigogliosi, molto più stile campus inglese alla brighton...chiusa parentesi.
salgo al terzo piano. qui accanto all'ascensore c'è quello che sembra essere un depuratore di acqua...e all'interno della finestra in alto dietro di esso una coppia di piccioni...decisamente un ambiente non salubre, potrebbe dire qualcuno. io preferisco 'animals friendly' (amichevole con gli animali).
LA PROF e il dipartimento...
inizio a scorrere i nomi sulle targhette in alto accanto alle porte (un lato caratteri latini, sull'altro caratteri...?!...ops...non so neanche come si chiamano i caratteri...ma quanto sono ignorante?!...)...quando da dentro un ufficio mi sento chiamare...'valentina!'...faccio giusto in tempo a leggere il nome della collega della mia prof. faccio un passo indietro e lei mi invita ad entrare. è super gentile! è vestita in jeans e camicia, super easy, un taglio medio-corto scalato...non la donna indiana del mio immaginario, decisamente. parliamo di un sacco di cose...mi h già trovato un altro posto in cui andare tra qualche giorno. giusto di fronte a dove sono adesso e ancora più economico. mi dice di rivolgermi a lei per qualsiasi questione. parliamo un po' della mia ricerca. le interessa. dice che dovrei farla a mumbai, ma che le sembra una buona idea fare un giro prima di decidere. dice che delhi è un grande villaggio ma che kolkata è molto bella le piace molto. dice che se decidessi di fare la ricerca qui lei potrebbe darmi dei contatti. poi mi dice di prendere il modulo per accedere alla biblioteca così lei può firmarlo, mi dice dove posso comprare una scheda indiana mostrando al tipo il suo biglietto da visita, e dove mangiare, almeno per la prima settimana: walk inn appena fuori dal campus o alla canteen del campus. mi dice che appena fuori dal campus ci sono bus che vanno fino a colaba, non vedo l'ora! mi presenta il signore che si è occupato delle mie prenotazioni per dormire, mi dice che c'è qualcuno che può prenotarmi il treno per delhi quando dovrò andare e mi consiglia di viaggiare in AC (aria condizionata) dove non ci si deve preoccupare per il bagaglio. lei la settimana prossima sarà via. io credo che aspetterò il suo ritorno e poi lascerò mumbai...mi mostra addirittura la stanza in cui posso lavorare, con tanto di computer collegato a internet (quando funziona)...meglio così non potevo neanche sperare! R. è una grande! e poi è super gentile con tutti, anche con le signore – che mi presenta (e che dmani scoprirò che non parlano inglese...) - che non ho capito bene che ruolo ricoprono ma che comunque mi sembra si occupino di portare tè e acqua, pulire, chiudere stanze etc...
ma bisogna ammettere che anche la struttura in cui lavora le permette di accogliere gli ospiti in un certo modo! ha alloggi a disposizione in cui poter alloggiare i visitatori, ha personale amministrativo e non solo con cui lavorare...da noi purtroppo tutto ciò 'te lo scordi', come si suol dire...
LA PRIMA CENA...
la lascio e mi avventuro di nuovo fuori dal campus. in un negozietto compro succo d'arancia e pseudo fette biscottate e poi mi faccio coraggio ed entro nel walk inn per una very early dinner (una cena molto presto!...saranno le sei circa...)...io odio mangiare da sola nei ristoranti!...c'è un tavolo vuoto davanti la cucina...dilemma, mi siedo spalle o viso alla sala?...viso!...nel tavolo davanti a me c'è un ragazzino con la testa appoggiata sulle braccia piegate sul tavolo...deve avere sonno...lavora lì...altri ragazzini si aggirano per i tavoli portando bicchieri d'acqua a chi è appena arrivato e sparecchiando e ripulendo i tavoli...chissà se sono figli dei gestori o cosa?...non so decidere...non riconosco i pochi nomi di cibo indiano che so...alcuni li riconosco solo a metà...tipo il kourma...non so che fare e mi butto su un triste riso alle verdure...non che sia stato cattivo, anzi! incluso una bibita e una bottiglia grande d'acqua spendo appena un po' più di un euro. dal tavolo a un certo punto mi sembra di vedere un bus double deck (alla vecchia maniera londinese) e non mi sembra vero...poi ne passa un secondo, ma non rosso...non può essere la mia immaginazione...ma quelli che ho visto passarmi vicino erano diversi, a un piano e con l'apertura davanti, all'altezza del conducente. finora taxi da aeroporto e cibo sono molto meno cari, ad esempio, del senegal. i prezzi della sistemazione nel campus finora sono accessibili anche se per il lungo periodo dovrei trovare un'altra sistemazione più economica.
IL CROLLO...
torno a casa...mi butto sul letto...rimango addormentata...mi sveglio dopo ore...
GIORNO 2 – 28.02.08
...mi sono svegliata in piena notte, credo...e poi risvegliata ancora...e poi sono stata sveglia alcune ore...a tentare di leggere...a rigirarmi sulla tavolozza coperta da un sottilissimo materasso...poi mi devo essere riaddormentata alla grande perché mi sono alzata che era l'una passata...con una gran confusione sulla tempistica notturna perché sul telefono ho ancora l'ora italiana...mi ricordo una nottata di calcoli continui...ma gli orari ora sono confusi nei fusi...bo...sta di fatto che ho cercato di riprendermi il più in fretta possibile e mi sono catapultata in dipartimento, dove ho subito incrociato R. che credeva fossi arrivata già da un pezzo, mi ha detto di sistemarmi al mio computer e poi è passata a vedermi...così ho passato un pigro (e breve – alle 17.30 si chiude!) pomeriggio di qualche e-mail, news, lettura e tentativo fallito di scaricare acrobat nonché di ascoltare qualche stazione italiana...: radio deejay risulta essere stato categorizzato tra 'porn' (?!) dal dipartimento e radiodue semplicemente non me lo fa sentire ma non mi dice perché...
poi sono finalmente passata in biblioteca per sbrigare le formalità per la membership ma era tardi e mi hanno detto di ripassare domani...
IN GIRO PER IL CAMPUS
anziché tornare subito alla guest house ho pensato di fare un giretto...la biblioteca sembra essere verso la fine del campus...c'è la facoltà di psicologia vicino...e sullo sfondo, oltre uno spazio coperto di erba secca, palazzi e palazzi in costruzione...mi sembra si intravedessero delle persone, dei bambini...non so bene...devo tornarci...poi ho attraversato una parte del campus dove ieri non ero passata...ho incontrati gruppi di studenti, qualche bus, uomini e giovani in moto, i soliti cani...e poi mi sono trovata alla guest house, venendo dalla parte opposta all'entrata del campus...non vado a casa ancora, devo cenare qualcosa visto che non ho pranzato e che da ieri notte vado a fette biscottate (e succo d'arancia, da oggi)
INCONTRO FORTUITO...
per cena stasera ho deciso di sperimentare la canteen del campus. mi avvicino seguendo l'indicazione di un piccolo cartello...si sente una gran confusione dal primo piano e sulla porta c'è scritto tipo students ssociation...dalla finestre si vedono ragazzi seduti a dei tavoli...ma intimidita devio e mi accerto con un ragazzo che quella sia proprio la canteen. così entro...io odio mangiare da sola in ristoranti, mense etc!...mi faccio coraggio e chiedo a un signore all'entrata della sala, alle prese con un blocco di fogli e di carnagione chiara – il che deve avermi fatto pensare, credo, che parlasse inglese – se dovevo ordinare o potevo sedermi e aspettare un cameriere. mi ha detto di accomodarmi. quasi immediatamente un giovane ragazzo indiano mi chiede se può sedersi al mio tavolo. non so neanche come inizia la conversazione ma subito mi chiede se per caso non sono italiana (come ha fatto a riconoscere immediatamente il mio accento? gli chiedo...)...se non vengo da roma...se non sono una studentessa della prof. D (ma che ce l'ho scritto in fronte?! anche lui, come la prof, mi sgama al volo!...uhm...forse non ci sono molti studenti stranieri in quest campus)...la prof., che è sua prof. al master in economics che sta facendo, lo aveva chiamato per chiedergli di trovargli qualche sua compagna di corso che stia al girls hostel dove mi trasferirò tra qualche giorno...subito mi dice che se sono appena arrivata non dovrei mangiare alla canteen...ma la prof. ha detto che va bene, gli faccio io...allora mi consiglia di scegliere per i piatti più sicuri. mi faccio consigliare da lui. alla fine conveniamo per un plain dosa anche se non sa spiegarmi cosa sia...risulta essere una sorta di sfoglia di non so cosa, un po' arrotolata (ma vuota) accompagnata da due salse, una scura sul piccante e una sul bianco, un chutnik (spelling?!) al cocco, mi dice...si chiama bhuvan (mi ha fatto anche lo spelling, quindi spero di ricordarmi bene...). parliamo un po'...di quello che ho fatto prima, del su corso...è stato membro di un'associazione studentesca e grazie a quell'esperienza ha conosciuto molti studenti stranieri, italiani inclusi...visto che anche oggi appena seduta hanno portato un bicchiere d'acqua, ho approfittato per chiedergli se normalmente è acqua filtrata o bollita. ha detto di no e di evitarla...allora ieri ho fatto bene, anche se mi sono sentita maleducata...appena ha finito di mangiare si è alzato e io l'ho seguito. ha chiesto il conto e pagato anche per me...uscendo l'ho ringraziato. lui ha detto di aver pagato meno di mezzo dollaro. gentile, comunque, la prossima volta sarà il mio turno, gli dico. e poi, così, gli chiedo se domani sarà in giro. lui mi dice che pensa di sì...e poi ciao...oh, mica lo avrò spaventato?!...
ANCORA QUATTRO PASSI...
mi avvio verso la mia guest house...ma di nuovo decido di deviare...di esplorare ancora un'altra parte del campus in cui non sono ancora mai andata...svolto alla prima a destra (mi sembra)...edifici di facoltà (quella di educazione, ad esempio), un museo numismatico...il viale è intermezzato da aiuole riccamente fiorite...ma il tutto intervallato da edifici in costruzione...e da capanne...animate da bambini e da qualche donna in abito variopinto...sia più vicino alla strada che sto percorrendo sia più in lontananza, sul lato sinistro, al delimitare del campus...vedo finalmente anche uno dei famosi edifici con le impalcature di pali. ma è deserto. sono le sei passate, inizia a far notte e la giornata lavorativa deve essere finita...mi dico subito che dovrei tornarci per fare delle foto...anche per farmi un'idea di quanto veloci sono a costruire. continuo sulla strada che si conferma portare verso l'uscita del campus...si apre su un vuoto che metri più avanti viene riempito da altri edifici. si vede un fuoco contro uno degli edifici. decido di tornare verso 'casa', è quasi notte ormai.
NON SONO SHOCKATA
...non sono shockata...non sono shockata da mumbai, come mi chiede la mia prof. via e-mail. non sento un cultural shock (shock culturale), come si preoccupava il giovane studente con cui ho cenato...forse davvero tutto dipende dalla prospettiva...come R. che ha adorato napoli perché dopo torino le sembrava, finalmente, un po' india...ma è anche vero che ancora non ho visto molto di mumbai...e che di dakar, ad esempio, mi ha impressionato l'affollamento in centro...roba che a maputo mi era capitato di vivere raramente nella baixa e in gabon solo qualche volta in qualche mercato (vaghi, troppo vaghi ricordi...in realtà forse solo al mercato di frutta e verdura di Port-Gentil...).
Ieri notte leggevo un po' dell'“Idea dell'India” di Moravia...il passaggio sui lati delle strade di Bombay e Calcutta affollati, di notte, da sfollati che non avevano altri posti in cui dormire...era il 1961 e gli sfollati erano quelli del Pakistan, vittime/superstiti della partizione...oggi la situazione non deve essere troppo diversa...aspettare per vedere...vedremo cosa mi shocherà...
ah! potrà sembrare anche esagerato, in un paese in cui ci deve essere davvero molto di cui shockarsi...ma io sono rimasta sbalordita che l'ACQUA che ho acquistato al ristorante è 'un PRODOTTO DELLA CAMPAGNIA COCA COLA' e che in piccolo sul succo d'arancia che ho comprato nel negozietto accanto c'è scritto che il prodotto è commercializzato dalla PepsiCo, e che la stessa amerebbe ascoltare i propri clienti per qualsiasi questione...
USI E CULTURE...E BAGNI...
il ragazzo che lavora di notte alla guest house stasera mi annuncia che il mio bagno non funziona e che posso usare quell'altro...non sono fortunata con i bagni, mi dico...tra l'altro lo sapevo già che qualcosa non andava. stamattina era rimasto intasato e avevo provato ad illudermi che in giornata sarebbe stato riparato...quando sono andata nell'altro bagno e poi sono dovuta tornare in camera a prendere i fazzoletti perché non c'era la carta igienica, mi sono detta che forse sono state le mie abitudini occidentali a intasare il bagno...forse dovrei convertirmi...però in realtà no...nel senso: a maputo, quando ho iniziato a fare feste a casa mia...mi si riempiva il secchietto del bagno di carta igienica...e poi mi è capitato di frequentare posti in cui la carta igienica non si buttava nel bagno per non intasare...i ricordi non sono chiari...ma essenziali: se si rischia di intasare il bagno con la carta igienica, non c'è che da mettere un secchio in bagno...
doccia e finalmente mi metto al computer! ieri sera mi ero detta che sarei potuta scendere nella sala comune (credo che sia...è una sala con la tv da quello che ho intravisto...) ma sono crollata...chissà che non vada stasera?!...ma prima voglio scrivere un po' di ieri, visto che ho cominciato dalla fine...
GIORNO 3 – 29.02.08
RIFLESSIONI GENERALI:
- come da copione...adesso che sono qui mi sembra...non so...normale...bo...vedremo come procede...
- quant'è vera la cosa del DONDOLAMENTO di qua e di là DELLA TESTA!...davvero!...
- ABBIGLIAMENTO – E’ incredibile come praticamente tutti gli uomini vestano all’occidentale, mentre la grande maggioranza delle donne (almeno nel mio orizonte ancora limitato del campus e del ristretto spazio di negozietti di fronte ad esso) indossano sari o pigiama. Ma se ne vodono anche in jeans e maglietta, tranquillamente. Ieri ho incrociato una scolaresca di ragazzine in divisa alle ginocchia e lunghe trecce riprese a occhiello, le uniche gonne corte viste finora (forse consentite vista la giovane eta’?!)
- DONNE IN MOTO – qualcuna e’ elegantemente seduta di traverso, praticamente tutte le giovani a cavalcioni. Ma rigorosamente dietro!
- QUESTIONI AMBIENTALI, OVVERO DE L’ARIA CONDIZIONATA – allora...io normalmente ho utilizzo aria condizionata...non l’ho mai avuta in nessuna casa in cui ho abitato, non importa a quale latitudine e in quale stagione. Sono sempre sopravvissuta. Qualche volta devo aver avuto il ventilatore. Attualmente nella mia stanza c’e’ l’aria condizionata. La sto usando. Ho sempre pensato che fosse un optional non sostenibile. Continuo a pensarlo. Ma ho provato a tenerla spenta e mi sono svegliata nella notte in un bagno di sudore...adesso ho deciso di ispezionare le zanzariere e provare con le finestre aperte...spero che l’affare anti-zanzare in dotazione nella stanza funzioni...stanotte ho gia’ avuto una visita e stamattina una zanzara girava agilmente nella stanza...comunque vi sapro’ dire...
- FUSO – stanotte, mentre alle tre mi rigiravo ancora nel letto, mi dicevo che la sto facendo proprio esagerata con questa questione del fuso! In piu’ credo che quattro ore e mezzo siano troppo poche per giustificare il jet lag...E mi dicevo che dev’essere una questione psicologica perche’ e’ la prima volta che attraverso vari meridiani...ma poi mi ricordo che no, non e’ vero!...dal mozambico sono andata in Sud America!...ancora meno giustificata...
- FAME – mai sentito quanti milioni di bambini vanno a dormire ogni giorno in preda ai morsi della fame? E di quanto debba essere difficile prendere sonno? Questa cosa mi e’ sempre sembrata gravissima e mi sono sempre chiesta se sempre i soliti famosi della terra avessero mai provato l’esperienza, o avessero mai pensato di farla provare ai loro figli...io stessa credo di non averla mai provata...in questi due giorni sonno e alimentazione sono stati sfasati, stanotte avevo fame...ho pensato alla questione...non riuscivo a dormire...eppure ce ne sarebbero di riserve cui attingere...non ho resistito: mi sono alzata e ho mangiato dei biscotti...ma quanta gente non puo’ permettersi di farlo....
- STRESS – ieri sera mi sono accorta di essere un po’ tesa quando a due piccoli rumori inaspettati, in camera, ho fatto due balzi...quando me ne sono resa conto, al buio nel letto, mi sono accorta anche che avevo le mascelle serrate...poi ho ripensato che ero alquanto tesa anche sul taxi dall’aeroporto visto che a un certo punto mi sono resa conto che tenevo ben premuti tra pollice e indice, la mano socchiusa a pugno, la ricevuta del taxi e il foglio con l’indirizzo...forse dovrei procurarmi della musica rilassante e meditativa per scrollarmi di dosso ogni tipo di possibile tensione...comunque a questo proposito stamattina ho letto una cosa interessante alla pseudo reception dell’ostello in cui credevo di dovermi trasferire domenica (invece era un altro...): su un foglio scritto al computer in inglese si pregavano le ospiti di non cercare la custode nella sua stanza ne’ per telefono se non in casi di salute gravissimi e di risolvere da sole i loro piccoli problemi, perche’ alla signora ha gravi problemi di stress e in ospedale le e’ stato prescritto di non esporsi a possibili fonti di tensione...un’indiana stressata, chi l’avrebbe mai detto?! Io ve lo dico, devo procurarmi della musica rilassante e un buon corso di yoga...
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1 comment:
Vale, io fossi in te mi concederei il lusso dell'aria condizionata...il ricordo delle zanzare indiane mi fa ancora paura!!!
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